Dalla fotografia di matrimonio alla fotografia personale con la Fuji X-Pro2.

Qualche premessa prima di parlare della Fuji X-Pro2 nel dettaglio.

Fuji non ci paga per scrivere questo articolo e tantomeno ci fornisce macchine fotografiche in prova, tutti i prodotti di cui parleremo sono stati da noi acquistati ed utilizzati per i nostri servizi fotografici.  Vogliamo condividere la nostra esperienza ed il nostro parere personale.

I primi matrimoni con la Fuji x pro1 li abbiamo scattati nel 2013. Macchina divertente, piacevole e leggera ma una volta aperti i file su lightroom l’entusiasmo si spegneva. Non sono un fanatico della visualizzazione delle foto al 100% ma i difetti in stampa erano purtroppo fin troppo evidenti. Peccato. Dopo qualche matrimonio abbiamo venduto la macchina e ci siamo riaffidati a Canon.

Nel 2015 è stata la volta della X100T, stesso bel feeling, immediata, comandi al posto giusto ma ancora c’era qualcosa nel file che non mi convinceva anche se avevo notato qualche miglioramento. Forse a causa mia non è mai scattata quella molla di entusiasmo come per la x pro1. Rivenduta anche la X100T.

Nel 2016 ecco la Fuji X-Pro2. E qui è cambiato tutto. In Lightroom principalmente: dal mio punto di vista Lightroom CC gestisce il file il maniera totalmente diversa rispetto a Lightroom 5 e adesso lo definirei quasi perfetto. So che Capture One viene ritenuto il software perfetto per la gestione del sensore x-trans ma sinceramente al momento non ho né il tempo né la voglia di scombinare il mio flusso di lavoro dato che non noto difetti nel file post prodotto con Lightroom. Quindi continuo ad usare Lightroom.

Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2

PARTE 1 – Perché un fotografo di matrimonio dovrebbe utilizzare una Fuji?

le risposte potrebbero essere molte e magari anche scontate ad esempio: è leggera, è silenziosa, è compatta, è discreta ecc. Ma la risposta migliore che posso dare è perché è piacevole lavorarci.

Il nostro (parlo anche a nome di Veronica) modo di fotografare i matrimoni è quello che viene definito fotogiornalismo di matrimonio, reportage, documentary, tanti aggettivi che forse dicono poco, di sicuro c’è nel nostro modo di lavorare la non volontà di essere i protagonisti del matrimonio, la ricerca di uno sguardo sempre presente ma discreto cercare di cogliere quei momenti che spesso passano inosservati ma che raccontano tutto quello che sta intorno agli sposi che può essere buffo, commovente e intenso. Non voglio certo dire che gli altri modi di fotografare siano sbagliati, semplicemente questo è il nostro ed è quello che ci rappresenta al meglio. E per questo modo di fotografare un certo tipo di macchina fotografica può aiutare.

Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2

Raccontare storie, questo ci interessa e per raccontarle abbiamo bisogno di una macchina fotografica che ci faccia sentire a nostro agio, che sia presente ma non intrusiva e le Nikon (D800 e D750) cominciavamo a sentirle di troppo. Vero è che i 12800 iso di Nikon non sono i 12800 iso della fuji, ma quante foto scattiamo a quella sensibilità? Prima di acquistare nuovamente una Fuji sono andato a vedermi quante foto di ogni matrimonio scattiamo a 12800 iso: un numero veramente irrisorio, nella maggior  parte dei matrimonio nemmeno una. E in ogni caso preferisco una foto più rumorosa ma che racconti qualcosa rispetto a un file pulito ma che non dice nulla. A questo punto qualcuno obietterà che riesce a fare foto fantastiche, spontanee a cogliere momenti intimi anche con una Nikon D5, non lo metto in dubbio, anzi ne vedo un sacco di foto così in giro. Io però non riesco, ho bisogno di approcciare il matrimonio con la stessa leggerezza e libertà di pensiero che ho quando fotografo mio figlio che gioca e in questo la Fuji X-Pro2 mi è di aiuto, più avanti spiego perché.

Per molti sarà un’eresia ma io durante il matrimonio ho sempre in tasca una Ricoh GR che uso molto spesso soprattutto durante il party (seguono foto con la ricoh), questo per capire meglio come mi piace lavorare.

Il nostro obiettivo è dare al cliente la sensazione di rivivere il matrimonio attraverso i nostri scatti, è il vissuto che ci interessa fotografare.

Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2

Dal mio punto di vista la Fuji X-Pro2 (ma anche la X-Pro1 che nel frattempo abbiamo ricomperato) ha diversi vantaggi per il fotografo di matrimonio, non mi soffermo sui dettagli tecnici, sul sito Fujifilm (link) li troverete spiegati sicuramente meglio. Quelli che a me interessano di più sono:

  1. il mirino ottico molto simile a quello del telemetro Leica (chi ha usato una Leica M sa di cosa parlo), La Fuji non è una macchina a telemetro (anche se il sistema di messa a fuoco manuale della Fuji X-Pro2 si avvicina al concetto di telemetro) ma il mirino ottico sfrutta lo stesso sistema di cornicette che ti permette di vedere anche al di fuori della scena inquadrata, per chi non l’ha mai provato è una cosa realmente comoda capire se c’è ad esempio un soggetto che sta entrando nell’inquadratura e soprattutto come nei mirini con il telemetro si ha sempre l’immagine a fuoco perché la vista è attraverso il mirino non attraverso l’obiettivo come con il sistema reflex.
  2. il mirino eletttonico ha una risoluzione altissima e un frame rate molto elevato, quindi anche spostando la zona inquadrata non ci sono sfasamenti di sorta e cosa comodissima si ha un’anteprima dell’esposizione ancora prima di premere il pulsante di scatto, si lo so che un fotografo deve sapere esporre senza vedere il risultato in anteprima, che un fotografo non ha nemmeno bisogno di vedere sul display se la foto è venuta bene ecc. In ogni caso resta una comodità, mi permette di concentrarmi molto di più sulla composizione e avere la testa meno impegnata sull’esposizione e dato che una corretta esposizione (e per corretta intendo come voglio io che sia esposta) e una bella composizione sono forse la cosa più importante, vedere un’anteprima di come sarà esposta la foto al momento dello scatto è una cosa non da poco. E qui mi ricollego anche all’esposimetro, io (anzi meglio dire noi) fotografiamo esclusivamente con l’esposimetro in spot, l’esposimetro della Fuji X-Pro2 è molto preciso e copre una parte veramente piccola del fotogramma, esporre quindi esattamente come voglio è molto semplice e intuitivo.
  3. doppio slot per il back up (questo manca però alla X-Pro1)
  4. Semplicità. Praticamente il menu lo apri quando comperi la macchina e poi non lo apri più.
  5. autofocus ottimo anche in condizioni di scarsa luminosità, sicuramente non è l’autofocus di una ammiraglia Nikon o Canon, ma nel nostro lavoro abbiamo realmente bisogno di un autofocus pronto a rincorre un tiro di Messi o una Ferrari?
  6. Ultimo punto ma non meno importante: Discrezione.

Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 lake como wedding proposalFuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 Fuji X-Pro2 lake como wedding proposal

Un difetto è sicuramente la durata della batteria, o meglio per chi arriva da una reflex lo scoglio iniziale è duro da superare, bisogna abituarsi al fatto che con una batteria non si fotograferà più un matrimonio intero, ad ogni modo è una cosa a cui ci si abitua molto in fretta.

Una cosa che ho notato da quando scattiamo con fuji è che il numero di foto per matrimonio si è drasticamente ridotto mentre il numero delle foto selezionate per il lavoro finale è rimasto identico, questo penso sia dovuto semplicemente a un modo diverso di fotografare, la macchina ti porta a fotografare diversamente a pensare un po’ di più e a correre meno. La stessa cosa l’ho provata nel periodo in cui ho lavorato con la Leica M typ240 e la Leica Q.

Un portfolio con le foto scattate ai matrimonio lo potete vedere qui

PARTE 2

Dal fotografia di famiglia alla fotografia personale con la Fuji X-Pro2

Buona parte del discorso precedentemente fatto vale anche per la fotografia personale, per i servizi fotografici per le famiglie, per le foto durante i concerti, per i servizi fotografici di maternità, ma ci sono alcuni punti che vale la pena di aggiungere.

La fotografia di famiglia come la intendiamo noi è forse un po’ diversa da quella classica che si è abituati a vedere, per noi fotografare una famiglia vuol dire raccontarla nella sua quotidianità, non ricostruendo sensazioni od emozioni ma cercando di comunicare quelle che sono le sensazioni reali del momento. A questo link potete vederne un esempio. E per ottenere questo non ci sono dubbi che una macchina fotografica senza un’estetica che la faccia notare troppo,  di dimensioni contenute e silenziose aiuta, e non poco in presenza di bambini e in queste situazioni, dove lampade posizionate negli angoli, lampadari sui soffitti e alle pareti possono ingannare facilmente l’esposimetro, avere un’anteprima dell’esposizione non è cosa da poco, perché i momenti che si vogliono fotografare ti passano davanti velocemente, spesso è più l’istinto che il ragionamento ed essere sempre pronti può cambiare l’esito di un lavoro. Anche per questi lavori ho notato lo stesso discorso fatto per i matrimoni, meno foto, molte meno foto scattate ma medesimo risultato. Anzi per servizi fotografici come quello alle famiglie, risultato migliore dal mio punto di vista.

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Durante un servizio fotografico di maternità non si hanno particolari vantaggi rispetto al sistema reflex, se non quanto già detto ovviamente, qui quello che mi interessa è una messa a fuoco precisa e avere un bel file che mi permetta stampe di grande formato e il file della Fuji X-Pro2 è così ricco di informazioni che ho stampato foto 100×70 senza alcun problema. A questo link e anche a questo potete dare un’occhiata a un servizio fotografico di maternità scattato con la Fuji X-Pro2.

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La fotografia personale per me è quella che racconta la mia vita, il mio modo di vedere le cose. Usare la Fuji vuol dire avere una macchina che puoi portarti dietro praticamente sempre considerati gli ingombri e quindi vuol dire fotografare le mie giornate come voglio io. Quello che prima facevo con il telefono adesso lo faccio con un’altra sensazione e un’altra consapevolezza con la Fuji X-Pro2 (o la X-Pro1, la X100T e la Ricoh GR). A questa pagina potete vedere un’esempio su questo argomento. Oltre alle persone mi piace fotografare i luoghi, non i paesaggi, i luoghi dove si vede il passaggio dell’uomo, la sua presenza anche quando la figura umana non è presente. Ad esempio le foto che ho fatto a Rimini questo inverno e che potete vedere qui. I colori che ho ottenuto dal RAF della Fuji sono proprio quelli che stavo cercando, il dettaglio delle immagini era quello che desideravo (nessun effetto “acquerello” che le versioni precedenti di Lightroom mostravano quando c’era una gran quantità di dettaglio da risolvere). Mi vien da pensare che tra un sensore APS-C e un FF forse le differenze non sono quelle che crediamo.

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Durante i concerti nemmeno a dirlo, la discrezione è spesso fondamentale e qui la possibilità di utilizzare l’otturatore elettronico in sostituzione di quello meccanico anche con tempi inferiori all’1/8000 la rende una macchina eccezionale quando è necessario non farsi sentire. Non che l’otturatore meccanico sia rumoroso comunque, non avendo lo specchio come con il sistema reflex il rumore è appena percettibile a pochi metri.

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CONCLUSIONE

Nessuna macchina fotografica al mondo è in grado di migliorare il nostro modo di fotografare, le conoscenze tecniche in fotografia sono poche e facili da apprendere quello che fa la differenza è lo studio della fotografia in senso più ampio, la curiosità di conoscere altri autori, studiare i libri che han fatto la differenza e che hanno fornito un punto di vista sulla vita diverso dal comune pensare (e non parlo solo di libri di fotografia, anche un romanzo può ampliare il nostro ragionare). Il confronto con gli altri fotografi, la consapevolezza che la condivisione è un fattore di crescita professionale. Queste sono le cose che migliorano la nostra fotografia, una macchina fotografica che ci aiuta a esprimere tutto questo allora sì può fare la differenza, ma non sarà mai la macchina a far la foto.

“Perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi” – Fabrizio de André