rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini
rimini

Rimini is one of the most popular Italian seaside where many middle-class families with children spend their holidays, most of all in August. 

In those days, you can’t find a parking, you can’t find an empty place by the beach, you can’t walk 10 meters without finding a bar and a restaurant and a bathhouse. The bagni as we call them in Italy.
Then winter comes and these bagni are obviously closed. But to say closed is not enough, they are literally packed up to be protected by the wind-blow sand and they are confined to the other side. Walls of wood separate them from the sea, nobody walks there, they become a sort of no-land between a busy road and the beach. The sea becomes a ghost over the wall, you can feel it, hear it, imagine it. But is not there. It’s behind the walls people made. I’m so fascinating by the immobilism of these places!

Rimini è una delle località di mare italiane più famose. Tutti conosciamo o immaginiamo l’invasione delle famiglie che si godono il mare ad agosto. Gli stabilimenti balneari, i bagni, sembrano quasi infiniti e pronti ad esplodere tante sono le persone che vi si affollano. Bar, ristoranti, piadine vendute ogni 10 metri. Una delle estati italiane. Poi arriva l’inverno e i bagni sono chiusi, anche se il concetto di chiuso non esprime del tutto cosa diventano i bagni. Vengono letteralmente impacchettati per difenderli dalla sabbia portata dal vento che tutto ricopre, tutto uniforma. Come la neve. Il simbolo dell’estate ruba il posto al simbolo dell’inverno e si appropria di una stagione non sua. I bagni vengono così confinati dall’altra parte e muri di legno, di ferro, di plastica, muri improvvisati li separano dal mare. Li nascondono al mare trasformandoli in una terra di mezzo tra la strada, sempre affollata, e la spiaggia, comunque battuta. Solo qui tutto è immobile e nessuno passa più. Il mare diventa un fantasma: lo senti, lo annusi, lo immagini ma non lo vedi. È al di là del muro che l’uomo ha costruito. L’immobilismo di questi posti mi affascina da sempre.