È possibile praticare una fotografia che sia libera? Un aggettivo ardito, una classificazione che forse male si addice alla Fotografia. Ma che ci perseguita e che a nostra volta perseguiamo: la libertà, presunta o tale, di raccontare.

fotografo matrimonio milano

Se la fotografia non fosse altro che una riproduzione all’infinito e ripetesse meccanicamente ciò che ha avuto luogo solo una volta e per un solo istante e che quindi esistenzialmente non avverrà mai più, allora il fotografo sarebbe condannato al legame inscindibile tra la Fotografia e il suo referente, la cosa o la persona che vengono fotografati, che mai si scindono. Se la Fotografia fosse solo questo, la casa rimarrebbe sempre e solo la casa.

Crediamo di voler andare oltre: quello che succede in casa, che non vedo ma che immagino o sento, può esistere anche solo per me? A livello inconscio sicuramente. È da questo punto che parte la nostra riflessione.

fotografo matrimonio milano

Studiamo le opere di grandi fotografi e ci lasciamo avvincere e convincere dalla loro forza narrativa. Ci lasciamo influenzare.

Machiel Botman, ad esempio, che amiamo molto: “Sono senz’altro un sognatore, ma posso affermare di non essere interessato alla superficie, a ciò che si vede davanti. Piuttosto mi interessano i piani che non sono visibili ma che esistono all’interno dell’immagine, quelli che per essere letti, devono essere osservati con attenzione”. *

Rainchild, One Tree…Botman è un fotografo autodidatta olandese nato nel ’55, la sua fotografia è  un vero e proprio racconto personale, uno scavare nel proprio intimo per restituirlo sotto forma di immagini. “Sembrano immagini colte nel loro fluire – il suo non è un mondo ritrovato, piuttosto, è perduto”. **

Potremmo parlare di pensiero per immagini che attingono alla propria esperienza di vita, un flusso di coscienza che non segue per forza di cose una linea retta ma che si sposta avanti e indietro intento a comunicare più che a riprodurre la realtà.

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

Fiction di Michael Ackerman è un pugno nello stomaco. Volti di periferia, di una delle tante grandi città in cui sono state scattate. Ritratti di una realtà che va oltre lo sguardo, un’aspra eppure umanissima lettura di un mondo parallelo. La strada è viva e ti interroga. La netta sensazione che senza le sue immagini non avresti saputo guardare. Quanta potenza espressiva, quanta vita in queste fotografie così lontane da una consistenza quasi fisica a cui siamo abituati.

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

Mario Giacomelli, con il suo Omaggio a Spoon River. “Il perché semplice e forte che s’alza dal cuore dell’uomo plasma quindi tutta la fotografia di Giacomelli: l’inquadratura è ampia e concitata, la composizione tende alla disarmonia, la stampa contrastata elimina ogni dolcezza dei toni grigi, la grana dell’emulsione evidentissima svela l’informe materia del mondo, la presenza di piani sfuocati, mossi o in sovrimpressione rispecchia l’accavallassi delle emozioni e dei sentimenti, l’immagine non descrive mai la realtà esteriore ma allude sempre ad una condizione interiore, soggettiva, esistenziale”.***

In queste fotografie è come se Giacomelli non volesse descrivere ma fosse già oltre, come se i personaggi di Spoon River si fossero liberati ed estesi, vivono di una soggettività che sei libero di immaginare. Come se ti permettesse di vagare negli spazi dell’anima di queste figure. Condividendone infine le emozioni ma non per immedesimazione quanto più per un sentimento di vicinanza umana che si prova per questi soggetti. La fotografia di Giacomelli ci rende empatici. Come potrebbe non ispirarci in un lavoro come il nostro dove siamo chiamati a ritrarre sempre l’amore?

tuscany wedding photographer

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

fotografo matrimonio milano

Abbiamo citato tre esempi di opere che ci aiutano nella nostra ricerca di visone di mondo nella fotografia. E siamo certi di voler fotografare anche per sensazioni.

In un mercato così dipendente dalle immagini, e che probabilmente ci si fonda, in un mercato così bisognoso di una Fotografia che ci piace chiamare rassicurante (dove il bacio è per forza un bacio ) vogliamo cercare il nostro angolo di libertà. Lavorare sull’inconsapevolezza dei nostro soggetti e manipolarla, a tratti, per comunicare nel ritrarli l’emozione che tutto muove.  Un’emozione che non è contingenza ma che si lascia plasmare dai vissuti di tutti coloro che guarderanno quelle fotografie. Nel momento in cui le nostre coppie perdono la consapevolezza dell’essere fotografati e vivono l’attimo senza di noi, noi li abbiamo liberati e a nostra volta siamo liberi di rappresentarci anche attraverso il loro momento insieme. Le nostre emozioni attraverso il loro essere attori delle proprie. Un incontro. Una liberazione. Un risultato che ci appassiona.

servizio fotografico gravidanza

servizio fotografico famiglia

servizio fotografico famiglia

servizio fotografico famiglia

Fuji X-Pro2

servizio fotografico bambini

L’universalità del linguaggio fotografico, libero da ogni sistema riduttivo e libero dal limite linguistico ha il grande pregio, crediamo, di poter essere anche trasposto. Ambiti inaspettati, unexpected, appunto. Ispirarsi a Botman, ad Ackerman e a Giacomelli per la fotografia di matrimonio non è un paradosso, ma una sfida, un progetto, una via che vogliamo percorrere.

Non si tratta di un esercizio di stile e non stiamo rinnegando nulla. Fotografiamo le nostre coppie come abbiamo sempre fatto. Amiamo molto il nostro lavoro e siamo consapevoli delle aspettative dei nostri clienti, che rispettiamo. C’è però una strada parallela e complementare, questa strada libera che in ogni servizio ci sentiamo si percorrere per qualche tratto. Quello di cui parliamo è un racconto che va ad affiancarsi, a mischiarsi e ad arricchire quello che solitamente fotografiamo.

* * Vince Aletti / The New Yorker, 6 febbraio 2012

***  Testo di Roberto Sanesi in Mario Giacomelli, Omaggio a Spoon River, 1994, Federico Motta Editore

CLICCA SULLE FOTO PER VEDERE LE STORIE

fotografo matrimonio milano
Giulia & Max
servizio fotografico famiglia
Martina, Adriano, Alessandro, Lavinia
servizio fotografico gravidanza
Being Us
servizio fotografico gravidanza
Francesca & Michele
tuscany wedding photographer
Emma & Johnny

 

Bibliografia consigliata:

Machiel Botman – Rainchild 

Machiel Botman – One Tree

Michael Ackerman – Fiction

Mario Giacomelli – Omaggio a Spoon River

Roland Barthes – La camera chiara, nota sulla fotografia

John Berger – Capire una fotografia

Daniel Priestley – Oversubscribed